“Se le leggi vigenti portano ad un rinvio a giudizio di chi mette a disposizione il proprio tempo gratuitamente e con generosità a beneficio degli altri significa che quelle leggi vanno cambiate perché non funzionano. Diversamente la Protezione civile si fermerà, sarebbe una sconfitta non della Regione Friuli Venezia Giulia ma dell’intero paese.
È il pensiero espresso dall’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi sul caso risalente al 2023 che ha portato al rinvio a giudizio del sindaco di Preone con l’accusa di omicidio colposo per la morte del volontario Giuseppe De Paoli, deceduto per il crollo di un albero.
L’assessore regionale ha auspicato che il ministro Nordio proceda al più presto rispetto a quanto annunciato agli Stati generali della Protezione civile in quanto la riforma delle responsabilità che riguarda la Protezione civile, le forze dell’ordine e altri protagonisti della Sicurezza e Salute delle persone è un’urgenza del Paese.
L’Amministrazione regionale continuerà a stare al fianco del sindaco e del coordinatore del gruppo comunale e ha annunciato di essersi già attivata, attraverso lo stesso assessore, presso il Capo di dipartimento e gli omologhi delle altre Regioni. Viene ribadita la necessità che Governo e Parlamento intervengano nuovamente perché se delle correzioni c’erano già state, questo esito dimostra che non bastavano.”