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SCOOP DI TV12: DE TONI, SALME’ PERISSUTTI INDAGATI PER PRESUNTA CORRUZIONE ELETTORALE A UDINE

DiRedazione

Lug 14, 2026

Il sindaco di Udine, Felice Alberto De Toni, risulterebbe indagato dalla procura della città friulana per il reato di corruzione elettorale. Con lui, nel registro degli indagati sarebbero stati iscritti anche il consigliere di opposizione Stefano Salmè e la compagna di quest’ultimo, Daniela Perissutti, vicepresidente di “Arriva Udine”, società partecipata di trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano. Lo riporta l’emittente “TV 12” che sul caso stamani ha mandato in onda un servizio. La vicenda scaturisce da un esposto denuncia presentato nel 2024 da dodici consiglieri di opposizione, tranne Salmè, in cui si chiedeva alla magistratura di avviare indagini sui due episodi, un accordo pre-ballottaggio con Ivano Marchiol – che una volta eletto De Toni è stato nominato assessore – e la nomina di Daniela Perissutti in cambio, anche in questo caso, di un appoggio elettorale. Per entrambi i casi fu richiesta l’archiviazione ma per la vicenda di Salmé i consiglieri firmatari dell’esposto hanno fatto opposizione e dunque il Gip, Cinzia Del Torre, ha fissato una udienza per il prossimo mese di settembre. In quell’occasione il giudice dovrebbe decidere se archiviare definitivamente la vicenda oppure ordinare al pubblico ministero di svolgere ulteriori indagini. I consiglieri, ricorda TV12 sono rappresentati dall’avvocato Maurizio Miculan, il sindaco De Toni è difeso dall’avvocato Luca Ponti.

COMUNICATO ALBERTO FELICE DE TONI. (ANSA) – TRIESTE, 14 LUG – L’udienza fissata per settembre dal Giudice per le Indagini preliminari Camilla Del Torre, “è un atto dovuto, poiché nonostante la richiesta di archiviazione, emessa dalla Pm in due diversi momenti, i querelanti hanno comunque chiesto di opporsi tramite il loro legale”. Lo scrive in una nota il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, in merito all’inchiesta della Procura di Udine in cui risulta indagato, esprimendo “fiducia nell’operato della Procura e dei magistrati del Tribunale”.
“In questi mesi i pm non avevano ravvisato alcun elemento per procedere, seguendo le tesi proposte nelle memorie della mia difesa, ma in caso di opposizione della parte offesa il codice di procedura penale stabilisce che il giudice debba comunque fissare un’udienza – precisa De Toni – Quello di settembre si configura quindi come un passaggio obbligato per la mera opposizione dei consiglieri di centro destra”. (ANSA).