Nelle prime ore di questa mattina, a conclusione di un’articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Udine, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Udine hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, con la custodia in carcere per quattro indagati e con gli arresti domiciliari per un quinto.
L’ordinanza è stata emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Udine nei confronti di un gruppo di cittadini italiani di etnia sinti ritenuti responsabili di numerosi furti in abitazione commessi all’inizio di quest’anno nella Provincia Friulana e Veneta.
L’indagine trae spunto da una serie di furti in abitazione su cui la locale Procura ha focalizzato la propria attenzione perché commessi in questa Provincia in un breve lasso temporale e con analoghe modalità operative.
I Carabinieri della Compagnia di Udine, in sinergia con il superiore Comando Provinciale, hanno predisposto un’articolata serie di servizi di controllo del territorio, impiegando numerose pattuglie con autovetture con i colori d’istituto oltre a personale specializzato in borghese che, anche grazie all’attività di repertamento eseguita nel corso dei sopralluoghi di furto, sono riusciti a raccogliere e sviluppare diversi elementi utili che hanno portato la Procura di Udine a investigare sul gruppo oggetto dell’odierna misura cautelare.
In particolare, in occasione di un sopralluogo effettuato nei primi giorni del mese di gennaio u.s. presso un’abitazione sita nel comune di Varmo, l’Arma ha rilevato indizi risultati utili ad attenzionare questo sodalizio criminale che, al calare della tenebre e soprattutto nel fine settimana, approfittava dell’assenza dei proprietari di casa e, dimostrando una certa competenza e professionalità, mediante l’effrazione di porte e finestre si introducevano all’interno degli immobili, depredando preferibilmente monili in oro, contanti e indumenti, ma anche orologi di pregio, macchine fotografiche e scarpe. In tale contesto i Carabinieri, attraverso un’attenta e scrupolosa attività di sopralluogo, analisi e studio dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, nonché a una costante attività di monitoraggio degli indagati, che sostituivano le autovetture per ogni colpo messo a segno, sono riusciti a ricostruire il modus operandi del gruppo, composto da soggetti già gravati da precedenti per reati specifici e legati fra loro da vincoli familiari.
L’attività investigativa dei militari ha così consentito di attribuire agli odierni indagati la consumazione di circa 13 furti in abitazione consumati a gennaio 2026 nei comuni di Varmo, Fiumicello – Villa Vicentina, Cervignano del Friuli, Codroipo, Basaldella, San Giovanni al Natisone, Trivignano Udinese, oltre a comuni del vicino Veneto, quali San Michele al Tagliamento, Spresiano e Maserada sul Piave.
Grazie al complesso di tutti gli elementi investigativi raccolti è stato possibile ricostruire a carico degli indagati un grave quadro indiziario, ora avvalorato dal G.I.P. del Tribunale di Udine.