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Avostanis 2023. Tant che il vint

DiRedazione

Lug 29, 2023 #VISTO DA VOI

“Essere arrivati alla trentaduesima edizione è un traguardo che ci riempie di grande soddisfazione. La sua importanza è data anche dal fatto che l’anima di Avostanis si connota non tanto come rassegna di eventi, ma fondamentalmente come un progetto culturale al servizio del Friuli, sempre orientato con coerenza da una precisa visione. Portare il teatro, la poesia, la musica e l’arte dentro un cortile, per di più nel contesto di  una vecchio fabbricato agricolo abbandonato, nei primi anni Novanta, quando ad agosto tutti chiudevano e andavano in ferie, anche le attività sociali e culturali, rappresentava davvero un’operazione innovativa e di avanguardia, quasi temeraria. Fu una scommessa vincente e si rivelò anticipatrice di quella vitalità culturale che arricchisce le estati del nostro territorio”.

“Il tema del “sacro”, che ispira la gran parte dei dodici appuntamenti in programma, ci è stato suggerito da alcuni giovani vicini all’associazione Colonos. Pure nella consapevolezza di quanto questa materia sia complessa e sfuggente, abbiamo deciso di rischiare e cogliere la sfida. Ci siamo accostati con curiosità e rispetto, cercando di investigare la dimensione del sacro nella sua accezione più ampia, declinandola  attraverso suggestioni e spunti di riflessione da angolature e punti di vista diversi, anche attraverso alcuni richiami alla sensibilità religiosa, ma soprattutto dando spazio a quella coscienza laica, che soffre i limiti di una società profondamente desacralizzata e materialista, e avverte forte l’esigenza di una riscoperta di valori e orizzonti oltre-materiali. Nel programma di Avostanis è presente poca religione, ma si avverte una grande spiritualità, una presenza del sacro che, se di norma ha la funzione di delimitare uno spazio e creare un recinto, qui è connotato da una dimensione ontologica ed esistenziale profonda, animata dal senso del mistero e dell’infinito. Metaforicamente si tratta di un soffio vitale, un vento – da cui il titolo preso a prestito da una celebre poesia di Leopardi – che permea e anima tutto, e non solo la vita umana, ma l’intero creato con tutti i suoi viventi.

Oggi a questa rinascita spirituale è chiamata a dare un apporto fondamentale l’arte, intesa in tutte le sue molteplici manifestazioni, che è sempre stata centrale ad Avostanis, proprio per la sua essenza “spirituale”, che è stata storicamente indagata da grandissimi artisti e sottolineata recentemente anche da Papa Francesco, alla cui enciclica Laudato sì’ è dedicata la prima serata”.

                                                                       Federico Rossi, direttore artistico