• 23 Maggio 2024 1:47

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FRANA PASSO MONTE CROCE CARNICO. TAVOLO BILATERALE FVG-CARINZIA

“Il gruppo di lavoro tecnico bilaterale Regione Friuli Venezia Giulia-Land Carinzia sta operando molto bene per arrivare il prima possibile alla riapertura del Passo di Monte Croce Carnico, dopo la frana che lo ha reso inagibile, e all’individuazione di una soluzione a lungo termine al problema di quell’asse viario. Un’importante dimostrazione dell’efficacia della forte collaborazione instauratasi con i nostri amici austriaci e della cooperazione transfrontaliera: il costante confronto e il rispetto reciproco sono infatti alla base di un rapporto che dà prova concreta dei valori fondanti dell’Unione europea”.
È quanto emerso nel corso dell’incontro tra il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e il presidente del Land Carinzia Peter Kaiser svoltosi oggi a Trieste a margine dell’assemblea del Gect Euregio Senza Confini. “L’obiettivo comune è la riapertura del passo entro il 2024 e proprio per accelerare al massimo le operazioni, che sono particolarmente articolate data l’entità della frana, la Regione ha destinato ad Anas un importante stanziamento di risorse, pari a 5 milioni di euro, per la realizzazione del progetto che è stato recentemente presentato alla Regione.”.
Il governatore ha quindi evidenziato che “stiamo inoltre valutando tutte le opzioni esistenti per individuare tracciati alternativi all’attuale viabilità che garantiscano la stabilità e la certezza del collegamento tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia: un tema in merito al quale dovrà ovviamente esserci anche un coinvolgimento dei nostri governi nazionali”.
Fedriga ha quindi rimarcato che “la situazione del passo di Monte Croce Carnico è tecnicamente molto complessa e va quindi affrontata con la massima serietà, come sta avvenendo da parte di tutti i soggetti coinvolti, i quali stanno collaborando in maniera fattiva. Gli aggiornamenti tra Regione e Land Carinzia sono costanti e il 2 maggio a Tolmezzo è già prevista una riunione del gruppo di lavoro tecnico bilaterale”.