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MORTO SHIMPEI TOMINAGA L’IMPRENDITORE GIAPPONESE PESTATO A SANGUE DAL BRANCO A UDINE MENTRE TENTAVA DI SEDARE UNA RISSA

DiRedazione

Giu 26, 2024 #RISSE, #TOMINAGA, #UDINE

Shimpei Tominaga, l’imprenditore giapponese di 56 anni, colpito da un pugno mentre cercava di sedare una rissa, è morto oggi all’ospedale di Udine.  L’uomo era ricoverato da quattro giorni in Terapia Intensiva e ieri notte era stata attivata la commissione per l’accertamento della morte cerebrale.  Come aveva fatto sapere il procuratore di Udine, Massimo Lia, la posizione di Samuele Battistella, il ventenne di Mareno di Piave (Treviso) che aveva sferrato il pugno, in caso di morte dell’uomo si sarebbe aggravata. Infatti adesso il reato imputatogli è quello di omicidio preterintenzionale. Il ragazzo si trova in carcere a Udine assieme a due coetanei; sono tutti e tre residenti nel Trevigiano. A Udine proclamato il lutto cittadino.

IL MESSAGGIO DI CORDOGLIO DA PARTE DI S.E. MONSIGNOR RICCARDO LAMBA ARCIVESCOVO DI UDINE 

Desidero esprimere un profondo dolore mio personale, oltre che dei sacerdoti, dei religiosi e di tutto il popolo cristiano per l’ultimo evento tragico: la morte di una persona, Shimpei Tominaga, che ha subìto violenza nei giorni scorsi a Udine.

È un episodio che ferisce molto sia la società civile, sia la comunità ecclesiale della nostra Arcidiocesi: ancora una volta una creatura che si era frapposta per fermare la violenza è rimasta vittima di quella stessa violenza.

Evidentemente tutto ciò ha radici complesse e remote: dobbiamo operare in modo tale da prevenire questi episodi attraverso processi di educazione, formazione e integrazione, affinché i valori del rispetto e della solidarietà siano accolti sempre di più.

In tutte le attività per i ragazzi e i giovani, che stiamo promuovendo proprio in questi giorni negli oratori delle nostre Parrocchie, stiamo lavorando in questa direzione: ci auguriamo che tutto ciò possa essere quel seme di speranza che il Vangelo ci chiede continuamente di seminare.

La vita non finisce con la morte: per tutti noi c’è una prospettiva di eternità. Con questa certezza affidiamo alla misericordia di Dio l’anima di questa ultima vittima della violenza e il dolore dei suoi familiari. Ma affidiamo alla misericordia del Padre anche i giovani che si sono resi protagonisti di questa violenza, perché possano rivedere l’impostazione della loro vita e giungere a un cammino di conversione autentica e sincera. Se lo vorranno abbracciare liberamente e volentieri, questo cammino sarà per loro l’opportunità di un’autentica rinascita.

+ Riccardo Lamba
Arcivescovo di Udine