• 24 Aprile 2024 0:47

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INTERVENTO DI DIEGO BERNARDIS (CONSIGLIERE REGIONALE LEGA) SU RIPRISTINO DELLE PROVINCE IN FVG.

” Da sindaco di Dolegna del Collio, il Comune più piccolo della Provincia di Gorizia, ho sempre lavorato affinché fossero considerate e tutelate tutte le sensibilità del territorio. Sarà un mio vezzo, tuttavia credo che l’abilità e il valore di un amministratore pubblico si misura anche dalla volontà di contemplare tutte le sensibilità, anche se numericamente piccole. È una scelta non semplice, che comporta fatica e impegno, tuttavia necessaria per tutelare le diversità e le unicità che distinguono una terra di confine come la nostra e che, altrimenti, rischieremmo di vedere cancellate col passare del tempo e per effetto di una società estremamente globalizzata.
Con questo spirito, approccio agli autorevoli interventi riguardanti la riforma delle province in Friuli-Venezia Giulia, fra cui quello dell’ex sindaco di Udine, Pietro Fontanini. Premessi gli obiettivi comuni, non ultimo superare la scellerata riforma delle Uti e poter finalmente contare su enti di area vasta elettivi, con funzioni provinciali e in grado di rispondere alle esigenze delle nostre comunità, ritengo fondamentale parlare con determinazione della Provincia di Gorizia.
Si tratta di una realtà con una storia senza eguali, ovvero un territorio ben definito, crocevia di popoli e culture della Mitteleuropa, dove si parlano 4 lingue, italiano, friulano, sloveno e tedesco, e che ha esigenze e caratteristiche del tutto peculiari a cui rispondere non con una forzata omologazione, bensì rispettandolo e apprezzando il ruolo di mediatore che il nostro territorio ha storicamente svolto, anche per stemperare il dualismo che non ha fatto il bene di Trieste e di Udine.
Per questo, reputo sarebbe più avvincente e interessante incentrare il dibattito su come costruire, ridare funzioni, dignità e autonomia alle nostre province che, per forza di cose, rispondono in modo diretto alle esigenze dei rispettivi territori. Penso ad alcune tematiche uniche della Provincia di Gorizia, fra cui il pendolarismo del pieno di carburanti oltreconfine, la manodopera prevalentemente straniera che ha stravolto il tessuto sociale di Monfalcone, la necessità di armonizzare l’economia di confine per i territori svantaggiati, valorizzare l’areale di Cormons, del Collio e della Brda con la candidatura Unesco, salvaguardare lo sviluppo di Gradisca d’Isonzo, dare ulteriore slancio alla vocazione turistica di Grado e sfruttare al meglio la prima capitale europea transfrontaliera della storia con Nova Gorica e Gorizia nel 2025. Per questi motivi, e ce ne sono molti altri che tralascio per esigenza di spazi, ritengo doveroso rinsaldare il ruolo della Provincia di Gorizia e garantire l’unità dell’Isontino. “

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